Filippo Coltro architetto

ArTchitettura

Con ArTchitettura l’artista compone liberamente la propria opera dalla quale l’architetto Filippo Coltro sviluppa progetti di interni ed architetture.  Partendo da un quadro è in grado di dar vita ad architetture,  generare l’interior design di spazi pubblici  e privati, realizzare le innovative porte scultura.

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Manifesto di arTchitettura

L’architettura è, da millenni, il contenitore di tutte le arti. L’intrecciarsi fra architettura ed arte, costituisce, sicuramente, un importante fattore di trasformazione delle due discipline, che ne caratterizza lo sviluppo in questi ultimi decenni, avvenimento che, ripercorrendo la storia, appare del tutto naturale.
Gli architetti di ogni tempo hanno cullato la propria anima da artisti: Giotto, Raffaello e Michelangelo non distinguevano disciplina da libera espressione di idee.
Le favole per le decorazioni a rilievo nelle facciate e la scelta accurata della forma espressiva ed iconografica delle sculture che coronano i suoi edifici, sono, per Palladio, la dimostrazione di quanto tenesse al linguaggio figurativo in funzione alla destinazione delle sue architetture. E poi, da Bernini a Borromini, Inigo Jones a Robert Adam, fino ai nostri contemporanei Wright, Le Corbousier, Scarpa, Niemeyer, Gehry, Hadid, tutti si sono concentrati ed espressi in un linguaggio che non è solo capacità di sorreggere un tetto con una colonna, ma in forme e colori che annunciano la perentoria volontà di essere Artisti: Arte e Architettura espresse dalla stessa personalità.

Il 1988, fu un anno decisivo per una fondamentale svolta del concetto di Arte  - Architettura, a seguito della mostra al MOMA di New York dei “Magnifici 7“, allestita da Philip Jonson, intitolata “Deconstructivist Architecture“. I partecipanti furono: Frank O. Ghery, Daniel Libeskind, Rem Koolhaas, Peter
Eisenman, Zaha Hadid, Bernard Tschumi e Coop Himmelblau.
Si legge nelle note introduttive del catalogo: “L’architettura decostruttivista non fonda alcuna avanguardia. Fa affiorare, piuttosto, l’insolito che si era tenuto nascosto nella tradizione. E’ lo shock di quanto noto da
tempo”.

Dopo i “Magnifici 7”, il rapporto fra arte e architettura è mutato. Tutti questi architetti hanno indagato le relazioni tra l’arte e le nuove possibilità della forma costruita.
“Penso che l’espressione artistica sia la linfa che alimenta l’anima collettiva e che l’innovazione e il soddisfacimento dei più urgenti bisogni sociali, non siano i soli imperativi dell’arte.”
Con questa affermazione, Gehry restituisce all’Architettura, il suo status di una delle Belle Arti. Ma, ancora, l’architetto è l’artista delle proprie creazioni.

L’arte assume quindi un ruolo fondamentale nella ricerca in architettura e nelle strutture sociali che sempre più identificano uno status attraverso le collezioni d’arte contemporanea ed i suoi contenitori, pubblici o privati che siano.
All’ architetto contemporaneo viene sempre più richiesta una competenza artistica che illustri il proprio impegno progettuale.
Sono mutate le prospettive sociali e di potere, ma non sono variate le modalità per elevarne la visibilità, l’importanza e la supremazia culturale.
Questo Manifesto, come è tipico di ogni corrente artistica emergente, cerca di rivoluzionare le regole e contrastare la tradizione, più profonda nel nostro paese, dei rapporti fra arte e architettura.
Con Artchitettura, l’artista compone liberamente la propria opera e, altrettanto liberamente, l’architetto la trasforma in forme edificabili: Architettura.
Coraggiosamente, ma non presuntuosamente, vogliamo cimentarci nel codificare questo diverso comportamento.
Lo analizziamo, lo approfondiamo e desideriamo trasformarlo in un vivaio di nuove forme professionali, creative ma capaci di tradursi in lavoro con nuove prospettive.
L’idea di diffondere un atteggiamento, attraverso un manifesto da movimento artistico, è una precisa scelta che annuncia il nostro impegno culturale: la volontàdi essere parte integrativa di una storia sociale dell’arte e la denuncia di una professionalità immobile che la moderna burocrazia mortifica.

Artchitettura non è una novità nel senso di “ idea di facile consumo” ma è:
- un movimento che vuole recuperare la Storia e la memoria che ci hanno fatto grandi;
- un luogo virtuale nel quale, idee e proposte, sono confrontate, condivise e discusse,
per diventare lavoro e realizzazione;
- un modo trasversale alla convenzione, per prendere di nuovo coscienza del valore della cultura.
Ma, soprattutto, è la sintesi dell’universo dei sogni che, tramite l’impegno, la
conoscenza e la condivisione delle coscienze, diventa possibile da raggiungere e realizzare.

Speriamo che, da Artchitettura in poi, ogni artista ed ogni architetto, assieme,
recuperino una valenza più elevata del mero conteggio di metri cubi, quella valenza che è la storia del nostro paese, la nostra e altrui cultura, il nostro primato su tutti.


Noi: Andrea Burroni - artista e Filippo Coltro - architetto,

con ARTCHITETTURA, sovvertiamo il canonico ordine: contenitore (architettura) - contenuto (arte), facendo architettura da opere d’arte



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