VILLE E CASALI - Agosto 2009

Speciale Dimore di Campagna, allegato a Ville & Casali n. 8 Agosto 2009 - Pubblicata l'intervista all'architetto Filippo Coltro, esperto nel restauro di questa tipologia di edifici, la barchessa veneta. La barchessa veneta, intesa come tettoia edificata accanto alla casa colonica, usata come magazzino per fieno, grano o attrezzi è presente nel nostro territorio già nel ‘400 ma è nel secolo successivo che accrescerà la sua presenza nel territorio e prenderà la fisionomia che oggi tutti conosciamo. Alla metà del cinquecento l’agricoltura veneta risultò in piena trasformazione e sviluppo.Anche le dimore rurali subirono un grande cambiamento. Vennero ampliati ed innalzati i portici costituenti i “barchi” e le “barchesse” dell’azienda rurale, per essere destinati alla cernita, al deposito e all’essiccamento del granturco che sarà per secoli protagonista dell’agricoltura veneta. Le famiglie Veneziane trovano nell’entroterra un nuovo fertile campo di investimenti fondiari, nel quale vennero in gran parte messi a frutto quegli ingenti capitali commerciali accumulati nel passato. Edificano dunque nell’entroterra importanti Ville con altrettanto importanti barchesse edificate al centro delle loro proprietà per il soggiorno estivo e per poter amministrare le proprie terre. Comincia dunque a configurarsi la barchessa come la conosciamo oggi. Quest’ultima poteva essere  a servizio di una modesta casa colonica o di una vera e propria villa. Accanto alla parte padronale della villa, in aderenza o staccata, sorgono uno o più corpi di fabbrica adibiti alla necessità produttive dell’azienda, cioè le abitazioni del mezzadro e dei contadini, i depositi di attrezzi, i magazzini per i prodotti agricoli, le rimesse dei veicoli da diporto e da lavoro, le scuderie, le stalle, i fienili. La parte rurale risulta differenziata dalla parte abitativa (del mezzadro) da almeno un arco di portico che al piano terreno è di solito utilizzato per il deposito attrezzi rurali, che viene così a distanziare la stalla dall’abitazione, ed al piano superiore dalla “teza” o fienile che si estende anche nella zona sovrastante le parti destinate al ricovero del bestiame. La caratteristica principale, rimasta invariata fino ai giorni nostri, è data in gran parte di queste costruzioni dal portico, aperto sul piano terreno con una serie di archi, di norma a tutto sesto realizzati con altezze differenti a seconda delle necessità funzionali dell’apertura. Al di là di motivazioni estetiche, chiaramente risulta l’utilità pratica di una struttura di tale tipo, sia come elemento di protezione dal clima, che come comodo spazio per il deposito e il lavoro al coperto. Risultano queste le principali caratteristiche delle barchesse che a seconda se a ridosso di semplici case coloniche o importanti ville possono differire per dimensione, finiture e dettagli architettonici ma non nella loro sostanza legata alla funzione comune alle quali sono destinate.

Intervista: architetto FILIPPO COLTRO L'architetto Filippo Coltro, esperto nel restauro delle barchesse, spiega quali sono i materiali con cui sono costruite queste abitazioni e quali quelli utilizati per ristrutturarle: "Le barchesse, venivano costruite con materiali facilmente reperibili sul territorio, che non si differenziano di molto, se non per le finiture e i decori, da quelli impiegati per la costruzione di abitazioni o palazzi dell’epoca. Le murature erano costruite in mattoni di argilla cotta con orditura a due o tre teste a seconda degli spessori posti in opera con malta di calce. Meno di frequente  le murature potevano essere costruite in pietra  mista a mattoni. Di pianta rettangolare sono costituite da muri perimetrali e da muri di controventatura sui quali posa il solaio in legno costituito da un’orditura di travi principale e dal  soprastante tavolato. La struttura della copertura è anch’essa in legno e generalmente costituita da capriate, travi secondarie ed arcarecci sui quali posano le tavelle in cotto al di sopra delle quali viene posato il manto di copertura in coppi. Le scale, generalmente molto ripide erano in legno per le barchesse più modeste, in pietra per le più importanti. I serramenti erano in legno, ove presenti; grate metalliche erano poste sulle finestre delle stalle e nei locali di stoccaggio dei prodotti agricoli. I pavimenti erano generalmente in formelle di cotto o lastre di trachite al piano terra. In alcune parti come ad esempio la stalla il pavimento poteva anche essere lasciato in terra battuta. Al piano superiore il pavimento era costituito da un semplice tavolato posato e inchiodato alle travi del solaio. Pareti esterne ed interne venivano intonacate con malta a base di calce; a seconda poi dell’importanza della barchessa e soprattutto della villa a cui “apparteneva” si possono trovare facciate con presenza di lesene, marcapiani, modanature, davanzali in pietra e finiture e decori molto simili a quelli impiegati nella facciata della villa stessa".

Pubblicato su Ville & Casali n. 8 Agosto 2009